Tra tutti i regni incantati, quello di Ah era senza dubbio il più bello, il più ricco e il più florido che si potesse immaginare.
Se osservato dall’alto, come avrebbe fatto un uccello dal becco roboante, il regno appariva come una distesa verde e lussureggiante. Le pianure si stendevano da nord a sud come tappeti ben spazzolati, interrotte qua e là da macchie boschive dai colori vivaci, dove gli alberi crescevano fitti e rigogliosi.
A tagliare il regno in due scorreva un grande fiume dalle acque cristalline, così limpide che si potevano contare i sassi sul fondo e osservare pesci di ogni specie, anfibi e perfino il ragagnaro, una creatura mitologica che, secondo le leggende, un tempo era stata una strega trasformata in un orrido rospo bitorzoluto.
Il regno di Ah prosperava. I raccolti erano abbondanti, le stagioni piacevoli, le malattie colpivano raramente e, quando lo facevano, stroncavano in poco tempo, così da evitare inutile dolore. I popolani lavoravano, mangiavano, dormivano e, nella maggior parte dei casi, non vedevano alcun valido motivo per lamentarsi.
A governare tutto questo c’era un re meraviglioso, dall’aspetto fiero e dal carattere forte, audace, sensuale e amorevole…
Insomma, nel regno di Ah tutto sembrava perfetto.
Almeno così si diceva.
C’era solo un piccolo dettaglio che destava preoccupazione, una porzione di territorio di cui non si narrava nelle canzoni, che non veniva nominata nei brindisi e che nessuno indicava volentieri sulle mappe. Un frammento di terra circondato da una corona di alberi vecchi e nodosi, le cui radici affioravano dal terreno come dita ossute.
Quel luogo era il Ducato di Fiorellino Rosso Scarlatto. I nobili lo evitavano, i mercanti lo aggiravano e i popolani abbassavano la voce quando si trovavano a parlarne. Perché a governare, in quel pezzetto di terra, c’era Maria Rosella, Duchessa di Fiorellino Rosso Scarlatto.
Una donna acida, algida e crudele, che da quando era rimasta vedova, non era più stata invitata a corte e che i nobili del regno avevano tentato di escludere in ogni modo.
